
E’ sentire e pensare comune il disinteresse nei confronti della politica.Capita frequentemente di percepirla in maniera fastidiosa, lontana e non aderente alle prerogative, per le quali, la politica vera è deputata. Non si crede più nei valori alti e formidabili di un servizio fatto con dedizione. Il messaggio che arriva è disgustoso e di impotenza in quanto l’ uomo non viene posto al centro di tutti gli interessi. Contrapposizioni verbali e strumentali continuamente sbandierate da qualunque schieramento politico; il tutti contro tutti e tutto come se ognuno fosse depositario dell’ unica verità; lo scontro continuo tra maggioranza e opposizione dove nulla è buono dell’ altro, portano a considerazioni dolorose e di distacco. Il bene comune non è più l’ obiettivo unico e gli amministratori perdono tempo ed energie a demonizzare l’ avversario politico visto non come risorsa ma come nemico.
Salvo poi uniti appassionatamente per la conservazione di privilegi assurdi ed immorali. Stipendi faraonici, vitalizi principeschi ottenuti dopo pochissimi anni di attività, rimborsi vari, macchine blu, telefonini, treni ed aerei gratis, sicuramente fanno vivere i nostri politici su un altro pianeta facendo perdere loro il senso del reale e il contatto con le problematiche del popolo, montando un senso di ingiustizia e di sfiducia poiché le regole valgono solo per i comuni mortali.Così la politica diventa potere. Sembra che i nostri governanti abbiano ricevuto, mandato per grazia divina e non per assolvere ai compiti loro affidati da una delega elettorale troppo spesso in bianco. Intrecci tra politica e poteri forti sono sotto gli occhi di tutti e la confusione, lo sconcerto e la delusione crescono.
Sembra che gli schieramenti politici siano così terribilmente lontani ideologicamente ma così uguali nelle pratiche della gestione. Allora è arrivato il momento in cui la questione morale (o immorale) venga posta all’ attenzione seria di quegli uomini e quelle donne che governano la società a tutti i livelli.
Partiamo dal presupposto sacrosanto che la politica è SERVIZIO e non POTERE, e come tale va esplicata e diffusa come concetto di donazione del proprio tempo, delle proprie risorse umane, morali, etiche e professionali,ponendosi come scopo quello di creare le condizioni adeguate per risolvere i problemi (grandi o piccoli) della gente.
Finito il tempo dei padri costituenti, in Italia non c’è più stata una classe politica ispirata e preparata tanto da guidare e pensare al Paese.
La politica non è più un’idea o un laboratorio progettuale, in quanto i grandi ideali sono scomparsi e gli uomini coraggiosi latitano.
La politica si fa nelle segrete stanze e il tutto è affidato ad un leader, più o meno carismatico, che crede di poter gestire l’Italia come una sua proprietà. È chiaro che in questa situazione la grande maggioranza dei politici, pur avendo preso impegni con la gente del proprio territorio, non può far altro che attenersi agli ordini, salvo poi essere in qualche modo ricompensati con incarichi e cariche.
Il costo della politica in Italia ha raggiunto livelli insopportabili e insostenibili. È pari a quello di tre grandi paesi europei messi insieme, come Spagna, Germania ed Inghilterra. Un numeroso popolo di nullafacenti oggi vive nei circuiti della politica.
Qualcuno diceva “e noi paghiamo”.
Serve una grande rivoluzione culturale che parta dalla base e che faccia sentire forte e chiara l’esigenza di cambiare, affinché il popolo torni sovrano e la politica non mortifichi l’intelligenza, la dignità e la consapevolezza della gente, in modo da non mettere a rischio il sistema democratico del Nostro Paese.
Torni la politica ad occuparsi seriamente dei temi e delle problematiche sociali, si pensi alla gente che non riesce ad arrivare a fine mese con lo stipendio, ai pensionati stremati ed offesi, ai disabili che sono una grande risorsa sociale, alle imprese (e non agli imprenditori) che seriamente vogliono creare lavoro, alle infrastrutture indispensabili in un paese moderno, alle privatizzazioni dei servizi, alle riforme delle professioni, alla scuola pubblica afflitta e impoverita, agli asili nido perennemente carenti, alle politiche della famiglia che paga un prezzo altissimo in termini economici, alla sanità, all’ambiente, alla sicurezza dei cittadini lasciati soli colpevolmente, al lavoro che è strumento indispensabile per crescere e promuoversi, alla giustizia penale e civile con i suoi tempi impossibili, all’immigrazione affinché diventi ricchezza. Queste sono le cose che i cittadini chiedono: una politica che riesca a farsi carico dei bisogni della gente, che riacquisti credibilità e valore.
E allora… tutti al lavoro per restituire a questa meravigliosa Italia la speranza di credere e la voglia di crescere in tutti i sensi.
Enzo D’Isidoro



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