
La tragedia del terremoto dovrebbe spingerci ad una riflessione sul problema ambientale.
Quando parliamo di ambiente non alludiamo solo all’ aria e all’ acqua pulite. L’ ambiente è strettamente connesso alle attività umane, che possono condizionarlo e pervertirlo fino a cambiare gli equilibri naturali, ingenerando danni dinanzi ai quali si è inermi e impotenti.
L’ ambientalismo non è un movimento politico, non ha colori. E’ una forma di sensibilità, si tratta di mettere in pratica una vita sobria.
Costruire bene con tecniche e materiali di bioedilizia non evita i terremoti ma risparmia vite umane e danni alle città. Puntare sulle fonti alternative pulite e rinnovabili, significa avere ambiente pulito, rinunciare all’ estrazione delle materie prime, ridurre costi di conservazione. Il discorso sull’ ambiente riguarda alimentazione, energia, costruzioni, i consumi, viabilità e natura. Non c’è campo di attività umana che non possa svilupparsi su basi di rispetto dell’ ambiente e quindi dell’ uomo. Occorre un cambio culturale affinché non sia più l’ economia a indirizzare la politica, ma viceversa. Serve uno sforzo di intelligenza collettiva e investimenti adeguati al cambiamento di rotta. La scienza è concorde a lanciare il grido d’ allarme per un pianeta ormai in agonia. Incredibilmente questo governo afferma che il nucleare è la risposta. Eppure tutti politici sanno che il nucleare è anti – economico, con l’ aggiunta dello smaltimento impossibile dei rifiuti radioattivi. Allora?
Enzo D’Isidoro



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