domenica 22 marzo 2009

Senza Polemiche e Senza Parole...














Sul n° 4 del 21 febbraio 2009, il quindicinale locale “Silvi 15”, riportava un articolo di Domenico Mazzone, col titolo “E’ SOLO PROPAGANDA”.

Nel n°2 del foglio di informazione, il sottoscritto denunciava il silenzio e il disinteresse del Sindaco Vallescura sul centro OLI e sulla possibilità di installazione in mare e in terra di piattaforme per l’estrazione del petrolio e della costruzione di un inceneritore a Scerne di Pineto.

Il mio voleva essere un richiamo alla responsabilità e alla difesa di un territorio, senza forzature politiche e propagandistiche. La parola “propaganda” non mi piace poiché evoca i ricordi di una storia che ha inferto all’Italia non poco male e non poche ferite per circa un ventennio. È un termine che non uso perché fastidioso, non appartenente alla mia cultura etica e offende l’intelligenza mia e quella dell’articolista.

È evidente, invece, la difesa ad oltranza, a priori, nonostante tutto, del portavoce dell’amministrazione, che,in questi cinque anni di governo della città, non è riuscito a vedere neppure una sbavatura nell’attività amministrativa del sindaco. Tutte le persone normali commettono errori, non fosse altro per la natura stessa dell’uomo e per un matematico calcolo della probabilità. Per il buon Domenico Mazzone, l’amministrazione, che così visibilmente di parte rappresenta, è pura, immacolata e perfetta. Probabilmente l’appartenenza e la posizione del segretario del Sindaco fanno evaporare l’onestà intellettuale che ad un giovane come lui non dovrebbe mai mancare. Domenico sa, perché in questi anni l’ho dimostrato, che un certo modo di fare politica non mi interessa e che più di una volta in Consiglio non ho unito il mio voto a quello della coalizione della quale faccio parte. Io mi sento un uomo libero e forte. Non permetto a nessuno, neanche a me stesso, di dubitare o far passare un messaggio che non corrisponda al vero, soprattutto quando tocca un aspetto etico, umano e morale della persona. Un giornalista sereno, obiettivo, capace di cogliere gli aspetti veri e profondi di una notizia o di un articolo altrui, questo dovrebbe saperlo e contraddistinguerlo. A meno che non sia uomo di “propaganda”. Allora è un altro discorso.

Per riportare il tema alla premessa, vorrei ricordare alcune cose. L’associazione “Nuovo senso civico” organizzava nel Dicembre 2008 un incontro al quale parteciparono i sindaci di Silvi, Pineto e Montesilvano. In quell’incontro emersero in maniera chiara e preoccupante gli aspetti, tutti negativi, del centro OLI. Si arrivò alla conclusione che quel centro era praticamente una raffineria di petrolio. Più tardi, si seppe che alcune compagnie petrolifere avevano chiesto i permessi per l’installazione di pozzi estrattivi adiacenti alle nostre coste e a ridosso delle nostre colline. Più recente è la notizia di una probabile costruzione di un inceneritore. Mentre il sindaco Monticelli organizzava incontri e forum, Gaetano Vallescura si trincerava dietro un colpevole silenzio. Questo è un dato di fatto.

Il 5 Febbraio 2009 i consiglieri di opposizione chiedevano un consiglio straordinario per discutere i problemi ambientali e solo il 21, caso strano, l’amministrazione, in un comunicato stampa sul Centro, dichiarava l’indizione di un consiglio ad acta. Troppo tardi per non sembrare una pezza ripartiva. Anche questo è incontrovertibile e tale comunicato arrivava comunque dopo che i consiglieri di minoranza l’avevano fortemente sollecitato. Nell’articolo di Domenico Mazzone si dice che il sindaco “ha chiesto all’associazione Nuovo Senso Civico di tenerlo costantemente informato sugli sviluppi della vicenda”.Ma vi pare possibile e normale che l’Istituzione aspetti notizie da un’associazione? A voi lettori le considerazioni!

Vorrei ricordare alcuni aspetti di tutta la questione: dove esistono nuclei petroliferi (Viggiano, Falconara, Gela etc) le economie locali non hanno beneficiato di nessuna ricchezza. Addirittura l’aumento esponenziale dei tumori, di feti malformati, di inquinamento dell’aria, dell’acqua e dei terreni, ha provocato emergenze sanitarie, sociali ed economiche.
Un altro aspetto da tenere in considerazione è che le nostre città perderebbero l’attrattiva turistica e che il mercato immobiliare sarebbe inevitabilmente compromesso con un crollo del valore delle nostre case. Ancora un altro aspetto da non sottovalutare è che l’Abruzzo, regione verde d’Europa, con due magnifici parchi nazionali e in una posizione geografica straordinaria, perderebbe quasi tutto quello che di buono è riuscito a ritagliarsi nell’ultimo quarto di secolo. E che fine farebbero i nostri vigneti DOC?

Questa regione diventerebbe poco vivibile con una perdita di posti di lavoro nel terziario, nell’agricoltura e nella pesca. Diventeremmo tutti più poveri. Quindi non mi interessano le disquisizioni politiche o di schieramento. Esprimo una grande preoccupazione per noi e per le generazioni future. Un sindaco, quando deve difendere la sua gente e il suo territorio non può essere né di destra, né di sinistra, ma garante delle necessità e delle preoccupazioni del suo popolo. Vorrei soffermarmi per un attimo sulla questione degli ambientalisti che, tra le righe di Giulio di Colle Stella, e non solo, emergono con profili negativi e demagogici.
Forse qualcuno fa confusione accostando le associazioni ambientaliste ad un partito politico, i Verdi, che forse neanche esiste più.

Cari amici, i tempi cambiano e l’ambientalismo non può avere colori e ideologie. E’ una sensibilità del cuore e della mente, è una filosofia di vita, è sobrietà ed è un percorso interiore, è difesa del bello e del sano, speranza e caparbietà, volontà e desiderio di lasciare ai nostri figli un mondo migliore.
Direi che l’ambientalismo è ecumenico ed evangelico, in quanto interroga e chiama l’umanità alla conservazione dei beni affidatigli. Sulle cose intime dell’uomo dovremmo abbandonare il qualunquismo e la disinformazione. È una questione di stile.
Questo pianeta è al limite della sopportazione. Un progresso non in sintonia con la qualità della vita dell’uomo è un regresso etico ed umano.
Ed ecco allora l’importanza delle politiche ambientali che tengano conto delle fonti alternative di energia e di un sistema eco-sostenibile.

Enzo D’Isidoro

La Questione Morale



















E’ sentire e pensare comune il disinteresse nei confronti della politica.Capita frequentemente di percepirla in maniera fastidiosa, lontana e non aderente alle prerogative, per le quali, la politica vera è deputata. Non si crede più nei valori alti e formidabili di un servizio fatto con dedizione. Il messaggio che arriva è disgustoso e di impotenza in quanto l’ uomo non viene posto al centro di tutti gli interessi. Contrapposizioni verbali e strumentali continuamente sbandierate da qualunque schieramento politico; il tutti contro tutti e tutto come se ognuno fosse depositario dell’ unica verità; lo scontro continuo tra maggioranza e opposizione dove nulla è buono dell’ altro, portano a considerazioni dolorose e di distacco. Il bene comune non è più l’ obiettivo unico e gli amministratori perdono tempo ed energie a demonizzare l’ avversario politico visto non come risorsa ma come nemico.

Salvo poi uniti appassionatamente per la conservazione di privilegi assurdi ed immorali. Stipendi faraonici, vitalizi principeschi ottenuti dopo pochissimi anni di attività, rimborsi vari, macchine blu, telefonini, treni ed aerei gratis, sicuramente fanno vivere i nostri politici su un altro pianeta facendo perdere loro il senso del reale e il contatto con le problematiche del popolo, montando un senso di ingiustizia e di sfiducia poiché le regole valgono solo per i comuni mortali.Così la politica diventa potere. Sembra che i nostri governanti abbiano ricevuto, mandato per grazia divina e non per assolvere ai compiti loro affidati da una delega elettorale troppo spesso in bianco. Intrecci tra politica e poteri forti sono sotto gli occhi di tutti e la confusione, lo sconcerto e la delusione crescono.

Sembra che gli schieramenti politici siano così terribilmente lontani ideologicamente ma così uguali nelle pratiche della gestione. Allora è arrivato il momento in cui la questione morale (o immorale) venga posta all’ attenzione seria di quegli uomini e quelle donne che governano la società a tutti i livelli.

Partiamo dal presupposto sacrosanto che la politica è SERVIZIO e non POTERE, e come tale va esplicata e diffusa come concetto di donazione del proprio tempo, delle proprie risorse umane, morali, etiche e professionali,ponendosi come scopo quello di creare le condizioni adeguate per risolvere i problemi (grandi o piccoli) della gente.

Finito il tempo dei padri costituenti, in Italia non c’è più stata una classe politica ispirata e preparata tanto da guidare e pensare al Paese.

La politica non è più un’idea o un laboratorio progettuale, in quanto i grandi ideali sono scomparsi e gli uomini coraggiosi latitano.

La politica si fa nelle segrete stanze e il tutto è affidato ad un leader, più o meno carismatico, che crede di poter gestire l’Italia come una sua proprietà. È chiaro che in questa situazione la grande maggioranza dei politici, pur avendo preso impegni con la gente del proprio territorio, non può far altro che attenersi agli ordini, salvo poi essere in qualche modo ricompensati con incarichi e cariche.

Il costo della politica in Italia ha raggiunto livelli insopportabili e insostenibili. È pari a quello di tre grandi paesi europei messi insieme, come Spagna, Germania ed Inghilterra. Un numeroso popolo di nullafacenti oggi vive nei circuiti della politica.

Qualcuno diceva “e noi paghiamo”.

Serve una grande rivoluzione culturale che parta dalla base e che faccia sentire forte e chiara l’esigenza di cambiare, affinché il popolo torni sovrano e la politica non mortifichi l’intelligenza, la dignità e la consapevolezza della gente, in modo da non mettere a rischio il sistema democratico del Nostro Paese.

Torni la politica ad occuparsi seriamente dei temi e delle problematiche sociali, si pensi alla gente che non riesce ad arrivare a fine mese con lo stipendio, ai pensionati stremati ed offesi, ai disabili che sono una grande risorsa sociale, alle imprese (e non agli imprenditori) che seriamente vogliono creare lavoro, alle infrastrutture indispensabili in un paese moderno, alle privatizzazioni dei servizi, alle riforme delle professioni, alla scuola pubblica afflitta e impoverita, agli asili nido perennemente carenti, alle politiche della famiglia che paga un prezzo altissimo in termini economici, alla sanità, all’ambiente, alla sicurezza dei cittadini lasciati soli colpevolmente, al lavoro che è strumento indispensabile per crescere e promuoversi, alla giustizia penale e civile con i suoi tempi impossibili, all’immigrazione affinché diventi ricchezza. Queste sono le cose che i cittadini chiedono: una politica che riesca a farsi carico dei bisogni della gente, che riacquisti credibilità e valore.

E allora… tutti al lavoro per restituire a questa meravigliosa Italia la speranza di credere e la voglia di crescere in tutti i sensi.

Enzo D’Isidoro

La Discarica Continua...













di Vincenzo Mucci

L’amministrazione Vallescura non mantiene (non è una novità) le promesse. Il punto di raccolta degli ingombranti continua ad essere in bella vista nell’antistadio. Uno spettacolo tutto vallescuriano che non fa arrossire dalla vergogna né il Sindaco né i suoi assessori.

Da semplice cittadino ero presente al consiglio comunale del Luglio 2008 quando l’opposizione espresse i timori che quell’area provvisoria di conferimento diventasse sede stabile. Il Sindaco e la sua squadra assicurarono che entro un mese e mezzo e comunque entro il 15 di settembre 2008, dopo i lavori di adeguamento dell’area Piomba, il servizio sarebbe tornato nella sede deputata al conferimento.

Per soli 45 giorni, il Sindaco ha cambiato lo strumento urbanistico con un iter lungo e macchinoso, quando per una provvisorissima sistemazione bastava una ordinanza.

Quella volta i consiglieri di opposizione, alla luce dei fatti, avevano ragione. La discarica è ancora lì. In un centro sportivo dove centinaia di ragazzi fanno sport e dove gli spettatori delle partite di calcio sono costretti ad assistere ad un panorama maleodorante.

E’ una farsa tutta silvarola.

Ci sarebbe da piangere e da vergognarsi se non fossimo ormai abituati al tutto e al contrario di tutto nel quale la “Squadra Vallescura” si muove a proprio agio. Quell’impianto sembra dire : “OSSERVATE GENTE LO SPLENDIDO SPETTACOLO”.

A volte mi sento imbarazzato di essere cittadino di questa ancora stupenda cittadina, dove niente viene portato a termine e quando confronto la nostra ad altre realtà limitrofe, mi sento offeso ed arrabbiato.

E’ evidente che questa amministrazione è insabbiata ed esanime nonostante il tentativo di dare qualche colpo di coda strumentalmente elettorale.

Probabilmente anche i marciapiedi sulla Nazionale Nord resteranno incompiuti.

Ebbè? Ci siamo abituati.

Cosa Succede...














Veltroni si è dimesso.

Il progetto politico da cui nacque il Partito Democratico era ed è, per certi versi, travolgente. Quel manifesto scaldò le anime di tutti quelli che credono che la politica si possa e si debba fare in un altro modo. Apriva una speranza nuova. Veltroni impersonava la figura giusta per traghettare un partito nuovo fuori dalle acque immobili di una sinistra che non riusciva più a rappresentare le esigenze del popolo, occupata soltanto a difendere le posizioni. Veltroni eletto alle primarie del 14 ottobre 2007, con il 75, 81% dei consensi, portava il PD ad essere forza a vocazione maggioritaria e il primo partito in Italia. Inoltre quel progetto rappresentava una reazione alla eccessiva frammentazione politica. In sedici mesi che cosa è successo? Io ritengo che l’investitura plebiscitaria a segretario di Walter Veltroni, non ha determinato, purtroppo, né l’indebolimento e tantomeno la scomparsa della categoria oligarchica dei dirigenti DS e Margherita. I capi corrente hanno impedito di fare scelte chiare e coraggiose in materia di organizzazione del partito e guardato alla nuova nascita come a un nuovo contenitore ove poter continuare a sopravvivere. La sinistra italiana ed il Pd continuano a farsi male da soli in una specie di gioco masochistico.

Il centro sinistra italiano continua a dividersi sulle idee, il centro destra si ricompatta sugli interessi e sul potere. Penso sia un fatto culturale e filosofico. La destra decreta un capo, il centro-sinistra mette continuamente in discussione il suo leader.

Sono fermamente convinto che non è in discussione il progetto politico che si rifà ad una social-democrazia autentica come quelle americana e inglese di Blair che hanno cambiato le Sorti dell’Europa, ma è un problema di dirigenti e di uomini.

Per chi, come me, crede che il progetto sia la funzione stessa di un modo di pensare e di essere, il documento di Orvieto resta valido ed efficace.

Poiché ritengo che l’Italia sia a rischio di democrazia per il capo che si ritrova, il Pd deve ripartire e proporsi come opposizione solida e forte, aspirando a diventare governo. In Italia solo il Partito Democratico può essere e fare questo. Bisogna però che finisca l’etero direzione e che ci si doti della capacità di elaborare una propria linea politica e la volontà di imporla anche con determinazione alle lobbies che circondano il partito.

Un Pd progressista e liberale attento alle istanze sociali da qualunque parte esse arrivino.

Non è Berlusconi l’uomo nuovo, poiché dimostra continuamente di non essere libero (e come potrebbe?) dai condizionamenti dei potenti e dei suoi affari, ma riesce a rappresentare l’uomo capace di decidere. Ma bisogna essere di centro destra per poterlo e saperlo fare? Anche per il cavaliere, con un Pd debole, diventa più difficile governare. E’ l’ora del coraggio, è il momento di cambiare definitivamente, è il tempo dell’abbandono dei personalismi, è l’epoca della determinazione e della voglia di fare politica in maniera etica e donativa. La persona umana rimessa al centro del mondo.

Anche a livello locale si rende necessaria la riacquisizione di una dignità di appartenenza.

Non basta e non serve farsi male perseverando in critiche continue e continuamente esternate.

Si porti il proprio contributo all’interno di una discussione anche aspra ma costruttiva. Si abbandoni la logica della disquisizione fine a sé stessa. Non ce n’è proprio necessità.

Bisogna lottare all’interno e credere che molto si possa cambiare.

L’idea è quella giusta, lavoriamo tutti per realizzarla.

Enzo D’Isidoro

Chi e Come Decide














di Vincenzo Mucci

Il 18 Febbraio, a Silvi, abbiamo rivisto la neve. I fiocchi evocano sempre sentimenti di libertà e di felicità.

Eppure quella mattinata ha creato non pochi disagi ai genitori dei ragazzi delle scuole elementari e medie di Silvi. Non per la neve, ma per un’ordinanza di chiusura comunicata ai plessi alle 10.30. Le telefonate avvisavano i familiari di riprendere i figli da scuola. I genitori che lavoravano fuori si son dovuti attrezzare in qualche modo per riaccompagnare i ragazzi a casa. A Silvi Marina si circolava regolarmente ed i pulmini erano operativi. Era necessario fare una ordinanza per la Marina?

Sicuramente no, considerando la normale viabilità. Ma i permessi chiesti con urgenza e senza preavviso ai datori di lavoro da centinaia di genitori che hanno dovuto abbandonare il posto di lavoro, sembrano non aver preoccupato minimamente il Sindaco né l’assessore alla Pubblica Istruzione. Si è pensato forse ad un bel regalo alle famiglie. Presumo che un’ordinanza si emetta solo in caso di emergenza e in quella occasione non c’erano le prerogative per attuarla.

Ma l’attività didattica ed educativa degli studenti probabilmente non interessa i nostri amministratori.

Ormai si chiudono le scuole per i pidocchi (Pianacce), per qualche fiocco di neve, per la pioggia e forse a momenti anche per il sole.

Il sapere è secondario. Ma di questo c’era da dubitare?

Linee Programmatiche del Candidato Sindaco Enzo D’Isidoro













Nel numero precedente di Democraticamente, ho parlato del primo punto del mio programma: la sicurezza.

Qui vorrei inserire altri argomenti che sono frutto di colloqui con i nostri concittadini e sintesi delle necessità. In un momento particolarmente difficile a causa della profonda crisi economica che sta mettendo a dura prova le capacità delle famiglie di tirare avanti, le speranze e le aspettative dei giovani e l’esistenza stessa delle piccole imprese, degli artigiani e delle ditte individuali, non si può non rispondere all’emergenza con l’emergenza.

La mia amministrazione sarà caratterizzata da provvedimenti coraggiosi ma in questo momento necessari e ineludibili.

1) Dedica dell’1% del bilancio comunale alle politiche occupazionali giovanili.

2) Convenzione con la Banca Etica per l’accesso al micro credito delle famiglie più bisognose e micro imprese non bancabili.

I Tremonti Bond sono obbligazioni che lo Stato offre agli Istituti di credito ad un tasso dell’8%. È evidente che il costo del denaro diventa altissimo per chi chiede finanziamenti. In questo modo le imprese, soprattutto quelle piccolissime, non riescono ad ossigenarsi. Non succede così negli altri paesi dove i soldi vengono prestati alle banche al 2.8%.

3) Autosufficienza energetica per gli edifici pubblici attraverso l’installazione del fotovoltaico.

4) Studio di fattibilità per l’illuminazione pubblica alimentata da pannelli solari.

Questi progetti sono finanziabili dagli Enti sovra comunali.

5) Piano antenne per il riordino del caos attuale.

Questo piano, determinando l’installazione delle antenne dei gestori telefonici sul suolo pubblico, potrebbe diventare una risorsa economica per l’ente.

6) Piano rurale.

Tale idea serve a salvaguardare il territorio adibito a colture dalla speculazione. Si potrebbe in questo modo incentivare le imprese agricole a coltivazioni biologiche, riducendo la filiera ed immettendo direttamente i prodotti sui mercati e sulle strutture ricettive turistiche locali, aumentando l’offerta enogastronomica.

Il resto, alla prossima puntata…

Enzo D’Isidoro

Un Codice Etico per eleggibili ed eletti














Il candidato sindaco Enzo D'Isidoro espone, insieme ai punti programmatici, il codice etico al quale tutti gli eleggibili ed eletti dovranno fare riferimento sottoscrivendolo.

PRIMA DI FARE, ESSERE
AL SERVIZIO DEL BENE COMUNE

CODICE ETICO

1)Anagrafe patrimoniale degli eletti

2)Costituzione di un comitato di saggi per il controllo sulla trasparenza (Appalti, accordi procedimentali, approvazione progetti)

3)Coerenza (dimissioni da eventuali incarichi in caso di mutamento di schieramento politico)

4)Discontinuità amministrativa (Niente favoritismi e personalismi. Rifiuto e denuncia di comportamenti omissivi e illeciti. Rinnovamento delle liste elettorali e attenzione alle istanze sociali)

5)Riduzione dei costi della politica

6)Codice di comportamento per amministratori e dirigenti comunali (Valorizzazione delle risorse umane dei lavoratori con particolare attenzione all'etica pubblica, al rapporto con i cittadini, alla qualità dei servizi)


Enzo D’Isidoro